lucania

ieri sera a bella c’erano anche i comunitari fabio nigro, pietrantonio arminio e gaetano calabrese. immagino che pure loro si saranno stupiti nell’ascoltare il presidente della lucania parlare di terracarne. penso che anche loro abbiano pensato al presidente della nostra regione che qui in irpinia è impossibile vederlo, neppure da lontano.

non siamo secessionisti ma il tema non si può aggirare: l’Irpinia d’oriente e napoli non si capiscono. in questo blog stanno uscendo bellissimi testi letterari, ma abbiamo anche un’agenda politica e il primo novembre ad aquiloni a parleremo anche di questo.



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7 pensieri riguardo “lucania

  1. Amici,
    l’incontro di ieri sera merita un resoconto accurato – ( ma non è il mio mestiere:-) sia per la tenuta letteraria sia per la valenza socio-antrologica-politica e per come hanno dialogato le nostre coscienze.

    C’é un anelito che diventa afflato di responsabilità e spinta a sconfiggere il pessimismo, a ripristinare l’equilibrio di questa “modernità incivile” (F.Arminio), di andare alla riscoperta dell’etnia/genia come l’immensa anima pensante che ha fondato civiltà nelle nostre terre, che ha trovato fulgore nella Magna Grecia;

    “ci dobbiamo munire giornalmente di un nuovo vocabolario politico” (Presidete Regiole Lucania) e di una salda criticità propositiva in “accordo con la paesologia” (cit. Pres. Reg Lucania) così diventa più agevole lo sforzo ontologico;

    non possiamo permetterci ulteriori errori sociali tra cui quello sanguinante di farci sfuggire di mano ancora un’altra generazione di giovani;

    abitiamo luoghi estesi ma ancora vivi, affranti ma vivificati da forti intelligenze e amori;

    “l’umanesimo delle montagne'”(F.Arminio) non è un sogno, è e deve diventare una prassi perché i nostri luoghi più che altrove urlano e richiedono una manutenzione attentiva;

    l’Arte (leggi tutte le arti) consente di far valere le ragioni dimenticate del meridionalismo tradito dall’economia del disgraziato secolo andato;

    siamo un pezzo di mondo che può parlare al mondo, e la nostra testa deve accudire la realtà con la consapevolezza di non essere “minorità” (P.Aprile) né veielitarismo secessionista;

    siamo il baricentro del Mediterraneo, siamo noi il nodo dell’intreccio ineludibile delle Culture, con la “C” maiuscola”;

    siamo tutti i venti, pianura, montagna, scorza, fronda, radice, fiumi, bellezza, dissesto e riscatto e abbiamo urgenza di contrapporci alla “quasità” (F.Cassano) e alla “qualsiasità” (A.Di Consoli);

    dobbiamo “vivere nel vento di un’ umanità che viaggia col cuore spalancato
    e con la volontà di non seguire e far seguire ad alcuno “l’ombra riversa del progresso” (G.Calabrese).

    Un abbraccio, vostro Gaetano Calabrese :-)) ^^^^^^^))))

  2. la regione Campania è burocrazia allo stato puro . Per me è lontana anche dalla terra in cui vivo . Qui tentiamo di rintracciare alleanze di altro tipo, cerchiamo umanità , tensione poetica che scavalca il confine del proprio tinello.
    credo molto nell’alleanza tra la pianura e la montagna… il mio “impegno” per questo blog sta in questo . una sorta di rigenerazione dei confini …..

  3. Sono testimone. Il presidente della lucania legge e apprezza i libri di Arminio. Ri-masterizzando un concetto sociologico si può dire che oggi la lucania è affetta da un familismo arminiano.

    Salendo verso Pescopagano ho visto le curve e i tornanti divenire le rughe di una fronte. Arrivato in cima ho attraversato un cranio rasato, e all’attacco della discesa cervicale ho visto questa immensa schiena con le sue vertebre sporgenti. La Lucania è distesa pancia a terra.

  4. la lucani è la nostra dimensione ideale; noi abbiamo gli stessi problemi e lo stesso carattere dei lucani, e siamo molto più distanti da Napoli e la campania costiera. Siamo entrambi osso, non c’è nessun distinguo nè presa di distanza, è una semplice constatazione.

  5. il familismo arminiano è un’altra geniale intuizione linguistica di fabio. e comunque prima che la lucania la sede di questo familismo buono dovrebbe essere questo blog.

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