il paese si prende gioco del tempo dei vivi…scuola carbonaria di paesologia 3

La paesologia di Franco Arminio. Vissuta dalla mia pelle, percepita con i miei sensi.

Arresa.

È il seme attorno a cui ruota la proposta di visione di Arminio dei micro mondi in cui viviamo.

Un seme femminile, portatore di quell’energia ricettiva e, apparentemente, perdente tipica del femminile; e del femminino.

Una scienza arresa che insegna ad accettare, semplicemente, senza retorica e prosopopea, le mortali involuzioni socio-urbanistiche che attraversiamo.

Ed in quell’accettare germogliano moti di pacifica rivoluzione dell’osservare, del fare e perciò dell’essere.

Una musica arresa sui cui suoni suggestivi da requiem che culla spunta il picco di una voce appassionata che vomita parole stridule, disperate di vita.

Un andare arreso verso terre, abitanti, comunità, consapevoli che nell’incontro si può esprimere dirompente il contatto.

Come il personale “transe” con il Palazzo Ducale di Bisaccia. Creatura, ancora, vivente, che si spinge pulsante verso i passanti, quelli pazienti di ascoltarlo, e dichiara la sua ansia di ri-partecipare ala vita collettiva degli umani. Le pietre legate alle porte cadenti di legno sbilenco mi trattenevano passando, per comunicarmi quell’anelito. L’ho sentito nella carne, là dove l’anima contatta le altre anime.

Come nel contatto intimo con le pietre sole di Conza, dove il tempo si è dimenticato del paese. O il paese, abbandonato dai vivi, si sta prendendo gioco del tempo.

La poesia delle zucchine ad Aquilonia stese a seccare al sole su manici di scopa, sottili e lunghe come tagliatelle, e la signora Rosina che mi ha spiegato come si preparano e poi me ne ha regalate una manciata.

Bisogna essere molto femminili, nel profondo scomodo e magico dei propri sé, per toccare il mondo in modo paesologico.

E maschili quel tanto che basta per accendere il motore del cambiamento agito.

In cammino, un esercito di umanità con spade penne e ali nelle teste.

Antonella Screti



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5 pensieri riguardo “il paese si prende gioco del tempo dei vivi…scuola carbonaria di paesologia 3

  1. La paesologia è lo sport di vagare per un paese senza nulla di interessante da fare, annoiandosi, restando fermi e muti su una panchina a guardare la gente che passa attraverso un paio di occhiali da sole per nascondere lo sguardo. Quello che da sempre fanno tutti da queste parti sia a Nusco, in irpinia d’occidente, che in irpinia d’oriente a Bisaccia…

    1. C’è questo rischio che sia così! Qui si differenzia lo sguardo di Arminio che legge la realtà ,con un sentire suo personale, con la sua anima tormentata. C’è qualcosa di speciale che non so definire; certamente è uno sguardo non specificatamente razionale o scientifico secondo le discipline classiche a noi note(sociologia,architettura,urbanistica,la stessa “storia “,ecc.):possiamo dire psicologico? solo psicologico? poetico! e che cos’è il poetico? serve la poesia? a chì? perchè? Può costruirsi una nuova società con la poesia? o resta una consolazione per l’animo umano, un modo diverso di sopravvivere in una realtà che ci è data e difronte a cui siamo impotenti protagonisti sia individualmente sia collettivamente?

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