la cresta

di chiara besana

La cresta è ancora là che aspetta. Il tempo ieri era talmente brutto che ho dovuto adeguare l’intenzione. Invece di una cresta, scartato anche Bosco Gurin, alla fine mi sono ritrovata prima sulla strada per Santa Maria Maggiore, poi, per via di una frana, in una scatolina azzurra diretta a Rasa. Destinazione scelta a caso, per ispirazione: passando con l’auto leggo ‘Funivia per Rasa’. Vediamo com’è, e ho parcheggiato. Siamo solo io e un signore molto raffreddato sulla funivia. A Rasa ci vivono 13 persone in tutto, nessuna strada arriva fin lì, lui lavora ad Ascona. Ha un accento tedesco, anche le vocali suonano dure, Questa mattina quando sono partito c’era la luna, il cielo pulito. Non si capisce che tempo fa. Non ha mappa della zona? Io di “mappe” ne ho due, in macchina, ma di altre valli. Mi dice Se vuoi fare giro puoi andare giù a Terra Vecchia. C’è una bella chiesa.
Ci sono andata. Terra Vecchia è proprio in fondo alla valle, ho capito perché gli abitanti si sono spostati in cima al colle, a Rasa, nel ‘600: difficile avere la meglio sul bosco lì, il sole dovevano vederlo poco. La chiesa è ripulita, ma intorno stanno ancora ristrutturando. Portano materiali a spalla e con l’elicottero, ci sono i sacchi con le grandi maniglie per il verricello. Oggi non lavora nessuno. C’è un muro che cinge la chiesa e un ingresso in pietra. Un battente della porta è aperto, si può guardare dentro. è piccola quanto una stanza di casa, alta la volta del soffitto, i muri bianchi e il granito a terra, solo tre inginocchiatoi di legno chiaro e tre coperte. è bella, sembra che lì dentro ci si possa sentire puliti. Suonano le campane per il mezzogiorno e dal sentiero arrivano un uomo e due donne, uno dopo l’altro, Grüß Gott, dicono, Buongiorno rispondo. Tutti e tre si tolgono le scarpe e l’uomo mi fa cenno di entrare. Faccio no con la testa e sorrido. Sorrido sempre, spesso.
Poi li sento, cominciano il canto. Bellissimo, c’è un’eco perfetta in quel piccolo spazio vuoto. Avevo pensato di andare via appena li avevo visti arrivare, per non disturbare e perché non volevo gente intorno. Invece sono stata mezzora seduta per terra con le spalle al muro della chiesa per sentirli cantare.



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Pubblicato da Arminio

Nato a Bisaccia è maestro elementare, poeta e fondatore della paesologia. Collabora con “il Manifesto”, e "il Fatto quotidiano". È animatore di battaglie civili e organizzatore di eventi culturali: Altura, Composita, Cairano 7x, il festival paesologico ""La luna e i calanchi"". Da molti anni partecipa a innumerevoli manifestazioni sulle problematiche dei territori. Recentemente ha avviato scuole di paesologia (ne ha già svolto una decina in ogni parte d’Italia). In rete è animatore del blog Comunità provvisorie. E' sposato e ha due figli.

One thought on “la cresta

  1. hai vissuto un momento di rara armonia e lo hai saputo trasmettere;mentre ti leggevo ero pure io ad udire il canto,in uno spazio sospeso.

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