la lingua. 1

Se uno mi chiede come mi sento posso dirgli che mi sento, allegro, triste, nervoso, speranzoso, sconsolato, commosso, ferito, impaziente. Qualunque sia l’aggettivo prescelto ce n’è sempre un altro che lo accompagna. Io sono addolorato, questo è l’aggettivo che va bene per ogni momento della mia vita. Non ho mai vissuto un secondo della mia vita senza essere addolorato. Mi basta pensare a una mucca che va al macello per sentire il dolore. Il mondo e il dolore per me sono la stessa cosa, potrebbero essere chiamati con una parola sola. E allora anche quando parlo di sesso, io parlo di dolore. È come se mi muovessi sulla scala del dolore. Può essere lieve come una farfalla, pesante come un carro armato, sempre dolore è. Non ho trovato mai un essere umano con cui parlare bene di questa cosa. Il dolore se non lo racconti bene diventa lamento e non serve a niente.

Pubblicato da Arminio

Nato a Bisaccia è maestro elementare, poeta e fondatore della paesologia. Collabora con “il Manifesto”, e "il Fatto quotidiano". È animatore di battaglie civili e organizzatore di eventi culturali: Altura, Composita, Cairano 7x, il festival paesologico ""La luna e i calanchi"". Da molti anni partecipa a innumerevoli manifestazioni sulle problematiche dei territori. Recentemente ha avviato scuole di paesologia (ne ha già svolto una decina in ogni parte d’Italia). In rete è animatore del blog Comunità provvisorie. E' sposato e ha due figli.