Difesa Grande

Difesa Grande

Sullo spartiacque appenninico, in una zona d’interesse storico e archeologico, nasceva dieci anni fa la discarica di Difesa Grande. La promessa era che doveva durare due anni; oggi, dopo circa dieci anni di attività, è una delle discariche più grandi d’Europa, finalmente chiusa dalla mobilitazione popolare dei primi mesi del 2004.Giovanni Luigi Panzetta ha creato il documento     http://www.difesagrande.it/localizzazione.htm#storiahttp

Difesa Grande è un esteso altopiano, a nord est dell’attuale centro abitato di Ariano, da cui dista circa 8 chilometri. Si tratta di una vasta zona coltivata prevalentemente a cereali, con una bassa densità abitativa. Il sito della discarica è stato scelto curando particolarmente la poca visibilità. Va evidenziato che il sito si trova sullo spartiacque appenninico, in una zona di interesse storico e archeologico, già degradata pesantemente dalla SMAE, altro sito al centro di polemiche e di lotte per la salvaguardia dell’ambiente e della salute: questi elementi, tuttavia, non sono valsi a impedire l’apertura. La particolare localizzazione ha garantito alla discarica, almeno inizialmente, una certa sottovalutazione da parte della popolazione arianese, ad eccezione, naturalmente, degli abitanti della zona. e anche di quelli di alcuni comuni vicini, come Monteleone di Puglia. Ben presto, tuttavia, la consapevolezza del degrado ambientale e dei rischi per la salute hanno prevalso. Sulla scia delle attività delle associazioni di volontariato e ambientaliste, la popolazione si è mobilitata. Le continue proroghe dell’apertura che, inizialmente, doveva durare un paio d’anni; la crescita della montagna di immondizia; il sospetto che la discarica fosse un buco nero che inghiottisse anche rifiuti pericolosi; il diffondersi nella città e nella zona di casi di tumore, hanno indotto una parte sempre più vasta di popolazione a protestare. Il fallimento degli esposti e delle denunce che chiedevano argomentatamente la chiusura della discarica e che sono stati regolarmente ignorati; il fallimento di ogni tentativo da parte di alcuni amministratori della città; la nullità assoluta e sospetta di altri amministratori, hanno infine determinato la grande mobilitazione del marzo 2004, che, per ora, ha garantito la chiusura della discarica.

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