Ripercorrere l’Irpinia: Italia_Irpinia_50_60

di mario perrotta

Pubblicato sul IL MATTINO edizione di Avellino del 04.10.2011

Ripercorrere l’Irpinia facendosi guidare dalle cartoline italiane pubblicate tra gli anni 1950/1960 può essere ai nostri giorni un viaggio nel tempo e nello spazio ricco di significati. I punti di ripresa delle originarie fotografie rivelano una sapiente conoscenza del territorio ed, in molti casi, la volontà e l’orgoglio di rappresentare i centri abitati nel loro complesso, le antiche strade statali, i monumenti ed i luoghi di ritrovo delle comunità. Ancora lontani dalla possibilità di veicolare le immagini con la facilità a cui siamo abituati, le cartoline fotografiche rappresentano per gli Italiani, per oltre un decennio, uno strumento di massa per conoscere e promuovere i Comuni ed i loro paesaggi. Soffermarsi su quelle immagini a sessanta anni di distanza aiuta a comprendere e conoscere meglio l’Irpinia.

Il confronto evidenzia in modo efficace il veloce e diffuso cambiamento dei nostri territori e può raccontare, da altri punti di vista, la recente storia d’Italia. Si arriva, in tal modo, a riflettere sugli effetti prodotti dalla disciplina della pianificazione territoriale ed urbanistica, governata nei suoi principi fondamentali da una Legge nazionale datata 1942, e sulle scelte considerate, in quegli anni, necessarie per proiettare nella modernità una società prevalentemente basata sull’economia agraria.

Intorno a questi temi, miscelando interessi tecnici, storici ed antropologici, è stato fondato di recente un gruppo di discussione sul social network Facebook, denominato Italia_Irpinia_50_60. Nato tra pochi appassionati, si sta lentamente arricchendo di partecipazioni e collaborazioni da parte di utenti della rete web di varie zone d’Italia, con l’idea di estendere il confronto a contesti urbani di diverse aree geografiche.

Le cartoline in bianco e nero della “ripresa economica” accostate alle immagini contemporanee hanno lasciato gli osservatori disorientati. Emergono casi in cui non è stato possibile ritrovare concreti elementi di confronto, fatto salvo un tracciato stradale ed il profilo di un monte o di una collina. Quando il confronto è possibile, invece, i commenti dei visitatori al gruppo di discussione concordano in modo quasi unanime. La dimensione del cambiamento e la sua velocità, tanto da far apparire le immagini del recente passato lontane di qualche secolo, hanno influito sul paesaggio e sull’ambiente urbano producendo, nella maggior parte dei casi, un senso di precarietà ed una diffusa assenza di armonia e qualità, sia estetica che funzionale, dei contesti abitati e del paesaggio nel suo complesso. L’indecifrabile logica sottesa a molte scelte ed incomprensibili “salti di scala” hanno allontanato gli spazi pubblici dai reali bisogni dei loro abitanti.

L’Italia e l’Irpinia, alla fine del 1950, mostrano la secolare tradizione dell’abitare i territori in coerenza con le sue reali possibilità. I nuclei storici sono arroccati su alture circondate da terreni coltivati, negli spazi urbani allo studio prospettico dell’insieme si accompagna la cura delle esigenze diffuse dell’abitare e la viabilità è realizzata avendo cura dei versanti e delle naturali condizioni geomorfologiche.

Il successivo sfruttamento intensivo dei suoli ha spezzato, inesorabilmente, un delicato rapporto tra i bisogni delle popolazioni ed i territori in modo generalizzato in Italia a partire dagli anni ’70. Ma la comprensibile ed ineludibile necessità di proiettare le nostre Comunità verso il futuro, anche dopo disastrosi eventi naturali, ha rappresentato, in Irpinia, una singolare e potente accelerazione della trasformazione che, con le sue specifiche peculiarità, è oggi utile interpretare ed analizzare. Un decisivo cambio di rotta, nelle future scelte e politiche territoriali, dovrebbe guidare i Comuni nel ritrovare il senso contemporaneo dell’abitare nuovamente in equilibrio con le risorse.

mario perrotta

La foto è tratta da una cartolina paesaggistica degli anni ’50

Eventuali contributi possono essere inviati a:  irpinia50.60@groups.facebook.com

Rispondi