ospedali, strade, pale eoliche

esco e trovo un manifesto funebre di una persona di 55 anni. mi informo. vengo a sapere che è stato in guardia medica, gli hanno fatto una siringa e lo hanno rispedito a casa. è morto molte ore dopo. sul caso singolo è sempre difficile questionare, ma è un fatto che sull’appennino ospedali non ce ne sono o se ci sono funzionano male (colpevolmente depotenziati dalla logica del risparmio).
ci sono stati sprechi e ce ne sono ancora, ma l’umanesimo delle montagne ha bisogno anche di efficienza. basti pensare alla condizione delle strade. vedo ovunque macchinoni che scorazzano su strade piena di dossi e buche. e poi c’è la questione delle pale eoliche: per me ci vorrebbe la rivoluzione, cioè la confisca delle pale. so che non è possibile, e allora si impianti una lotta per rinegoziare i contratti, lo Stato imponga un ristoro minimo del 10 per cento, al posto delle cifre attuali che vanno dall’uno al tre per cento.



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Pubblicato da Arminio

Nato a Bisaccia è maestro elementare, poeta e fondatore della paesologia. Collabora con “il Manifesto”, e "il Fatto quotidiano". È animatore di battaglie civili e organizzatore di eventi culturali: Altura, Composita, Cairano 7x, il festival paesologico ""La luna e i calanchi"". Da molti anni partecipa a innumerevoli manifestazioni sulle problematiche dei territori. Recentemente ha avviato scuole di paesologia (ne ha già svolto una decina in ogni parte d’Italia). In rete è animatore del blog Comunità provvisorie. E' sposato e ha due figli.

One thought on “ospedali, strade, pale eoliche

  1. conversazione con un signore che lavora nel settore eolico. conferma che se il governo volesse c’è il modo di portare più soldi nelle tasche dei comuni che ospitano le pale….
    breve colloquio anche con un amico che si occupa del collaudo dei missili: vengo a sapere che un missile difensivo costa 2 milioni di euro (è una cosa da un paio di metri, non più larga di quaranta centimetri).
    mi chiedevo anche perché mo dovrei impegnarmi ancora a reclamare un filo di sanità: che cazzo fanno i miei coetanei della zona, gli impiegati, gli insegnanti, perché non si occupano un poco anche di questioni che non riguardano strettamente la loro famiglia? spesso si dicono di sinistra, ma ormai è solo una sinistra di rappresentanza.

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