12 agosto ad aquilonia

venerdì prossimo COMUNITà PROVVISORIE si riuniscono ad aquilonia.appuntamento sotto la quercia di san vito, ore 10.30

parlamenti comunitari a oltranza, oltre le 18.00, con intervalli gastronomici e letterari, poi proiezione del film DI MESTIERE FACCIO IL PAESOLOGO

7 pensieri riguardo “12 agosto ad aquilonia

  1. saremo a san vito, dalle 11.00, sotto la quercia purisecolare, a 800 metri dal centro abitato, e dopo le esperienze enogastronomiche di rito, nel pomeriggio, visiteremo il parco archeologico. al termine dei parlamenti ci ospitera’ il museo delle citta’ itineranti e nella sala proiezioni guarderemo il documentario su franco arminio e la paesologia.

  2. la quercia di san vito è un luogo che può candidarsi ad essere tra i più coinvolgenti dell’irpinia. Buon inizio per rinnovare un’esperienza. Credo che le comunità provvisorie si siano già un pò messe in moto, almeno secondo la mia idea di costruzione di una rete a maglie larghe o strette (a seconda dei momenti e dei casi), ma con nodi forti ben stretti. Non potrò essere con voi il 12. Ma ci saranno occasioni per tornare sotto la quercia plurisecolare in alcune diverse occasioni a settembre, grazie ad Enzo Tenore, al Forum di Aquilonia, agli Amici della Terra, a CarbonAria, al Lago San Pietro, ai fiumi irpini.

  3. Tra Adelaide (una delle poche persone sulla faccia della terra che è capace di farmi ridere e che non vedo da un paio di anni perchè vive ad Udine) ed Aquilonia (230 km da sola in macchina per motivi non ben precisati) domani sera scelgo Adelaide.

    La quercia di san Vito non l’ho mai vista ma il film su Franco si, a Pontecagnano. Ce l’ho pure in cassetta, compro puntualmente ciò che pubblica e ciò che lo riguarda e provo grande empatia per lui e per il suo mondo, ma questo non basta per la mia quarta trasferta irpina per motivi paesologici.

    Aspetto buone nuove chessò che si faccia finalmente l’atto costitutivo di una associazione con questo nome. Un poco di pragma e di coinvolgimento orizzontale non guasterebbe.

    Se poi è tutta letteratura… va bene anche così, come non detto. Ti leggerò comunque.

  4. Devo dire, però, che mi spiace non esserci.

    Un mordente per incontrarsi è importante ma vedersi per il piacere di farlo ha già un valore in sé. Magari oggi scoprivo che la mia non è una posizione isolata, che esiste una volontà di formalizzare una rete allargata (diciamo per il momento “campano-lucana”) fautrice del pensiero paesologico.
    Franco è sicuramente il cardine di tutto ciò, ha dato voce con soggetto e predicato a quelle cose aggrovigliate ed in penombra che sono i luoghi in disparte, toccandone spesso corde dolenti che appartengono a molti di noi che con questi luoghi siamo stati e restiamo impastati. Dunque Franco parlando dei ragni in una damigiana parla di noi… e siamo una moltitudine.

    La mia memoria estenuante naviga da sempre in quel pianeta-paese che è il mio, questa parola “Sicignano” assorbe nel mio inconscio una quantità spropositata di cose pregnanti e poco cambia se veleggio a distanza o ci vivo. Quella parola è una estensione del mio stesso corpo e me la porto appresso ovunque vada, questa parola “Sicignano” probabilmente indica la casa più spaziosa che conosco, ha un corridoio di 800 metri ed un numero infinito di stanze disposte tra uno strapiombo di verde abbagliante ed uno strapiombo d’aria…. ma perché allora mi va stretta?

    Quel “qualcosa che ci aspetta” che Pavese vedeva in Santo Stefano Belbo mi aderisce profondamente, sono passati sessantadue anni dalla “luna e i falò” e quella irrequietezza si è meglio precisata ai giorni nostri con la scrittura di Arminio. Quel pianeta dilatato e stretto ancora ci interroga.
    E’ dunque una esigenza collettiva quella che emerge, siamo partecipi di indagine su noi stessi servendoci del medium-paese. Ed è questo il bello che siamo in tanti a volerlo fare.

    Buona giornata a tutti.

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