terracarneterramossaterrascritta

Il Paese che non c’è. Ripartire dai “margini”, un ruolo possibile per i dis-abitati di ieri e di oggi…
tutta la giornata con marco revelli, franco farinelli, maria pace ottieri, massimo venturi ferrioli, antonella tarpino, vito teti, alberto saibene.
siamo al teatro lacucina, via ippocrate, ex manicomio paolo pini….
 
tra gli organizzatori del convegno ci sono pure le comunità provvisorie…
qui al nord la paesologia sta avendo una straordinaria e imprevista accoglienza. c’è poco da fare, stando a bisaccia, si dimentica quel che si è fatto e non te lo ricorderà mai nessuno.
 
sono molto curioso di vedere la risposta alla grande proposta culturale del 31 marzo. dopo cairano7x
terrascritta è la mia nuova avventura (in questo caso grazie al parco letterario )
vorrei che fosse ancora una volta avventura comunitaria.
il nostro focolaio è ancora ben vivo e c’è una densità intellettuale che in italia ha pochi uguali.
 
armin
 

Rispondi