Da Gallipoli a Lecce sull’orlo del Salento

  Ogni posto ha una sua aria. E poi c’è un’aria che arriva in certi giorni speciali. Non sono tanti i giorni speciali dei luoghi. Non sono tanti i giorni speciali della nostra vita. In genere pensiamo agli avvenimenti. Abbiamo un calendario impostato sui fatti: il compleanno, l’anniversario di un lutto, la nascita di unContinua a leggere “Da Gallipoli a Lecce sull’orlo del Salento”

APPUNTI PER CHI SI OCCUPA DI SVILUPPO LOCALE

1. Vivere nel luogo in cui sei nato, nella casa in cui sei nato, è una cosa rischiosa. È come giocare in fondo al pozzo. Si nasce per uscire, per vagare nel mondo. Il paese ti porta alla ripetizione. In paese è facile essere infelici. I progetti di sviluppo locale devono tenere conto di questoContinua a leggere “APPUNTI PER CHI SI OCCUPA DI SVILUPPO LOCALE”

The Grace of Being Fragile

di Franco Arminio Like the fissure that crosses a house hit by an earthquake, placeology is the fissure of impatience that crosses me. Without an earthquake, placeology would not make any sense. My first book is titled Viaggio nel cratere (“A trip into the crater”), and maybe this should have been the title of allContinua a leggere “The Grace of Being Fragile”

APPUNTI PER CHI SI OCCUPA DI SVILUPPO LOCALE

Vivere nel luogo in cui sei nato, nella casa in cui sei nato, è una cosa rischiosa. È come giocare in fondo al pozzo. Si nasce per uscire, per vagare nel mondo. Il paese ti porta alla ripetizione. In paese è facile essere infelici. I progetti di sviluppo locale devono tenere conto di questo fatto:Continua a leggere “APPUNTI PER CHI SI OCCUPA DI SVILUPPO LOCALE”

Non c’è più altezza

Trovare qualcuno che non sia in guerra è difficile. All’improvviso compare la trincea che hanno scavato, compare l’osso nero dell’orgoglio e ti spuntano in faccia. Accade quello che non accade con gli alberi. Gli umani spesso sono inerti e noiosi. Quando li smuovi diventano più cattivi che buoni. Ma non bisogna arrendersi, bisogna continuare ilContinua a leggere “Non c’è più altezza”

una poesia da CEDI LA STRADA AGLI ALBERI

  Lettera ai ragazzi del Sud Cari ragazzi, abitate da poco una terra antica, dipinta con le tibie di albe greche, col sangue di chi è morto in Russia, in Albania. Avete dentro il sangue il freddo delle navi che andavano in America, le grigie mattine svizzere dentro le baracche. Era la terra dei cafoniContinua a leggere “una poesia da CEDI LA STRADA AGLI ALBERI”

Con gli occhi di Leopardi e Pasolini

Si potrebbe pensare che l’immiserimento della natura abbia riflessi anche sull’immiserimento della lingua. Oggi le immagini, le parole, i ritmi non sono più suggeriti dalla Natura, ma dalla Rete. E così abbiamo una lingua e una politica che sa di chiuso. Bello sfuggire alla tentazione dello sguardo apocalittico sull’Italia di oggi. Bello cercare i luoghiContinua a leggere “Con gli occhi di Leopardi e Pasolini”