settembre, andiamo….

metto qui un mio pezzo uscito oggi sul mattino. mi pare ci sia dentro tutta l’agenda delle lotte possibili (ho dimenticato solo la ferrovia vergognosamente dismessa)

ieri sera a buonabitacolo una cinquantina di ragazzi hanno visto DI MESTIERE FACCIO IL PAESOLOGO. in giro per l’appennino ogni tanto s’incontra un pò di fervore….

l’irpinia ha più che mai un brutto carattere….

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Il presidente Caldoro continua a mandare i rifiuti in Irpinia. La spedizione a rate dei rifiuti dalla zona della polpa a quella dell’osso avviene nella sostanziale indifferenza dell’opinione pubblica irpina. La sfiducia nella politica ha raggiunto un risultato paradossale: è talmente grande da lasciare indisturbati quelli che governano, anche quando il governo è fatto di un mare di chiacchiere e poche scelte, sempre a discapito dei più deboli.

La perenne emergenza dei rifiuti in Campania continua a essere risolta grazie alle discariche. La nuova amministrazione napoletana annuncia provvedimenti, ma nella sostanza, per ora, la cultura è sempre quella:

trovare da qualche parte un buco dove interrare l’immondizia e poi si vedrà.

L’amministrazione regionale è composta in prevalenza da politici provenienti dalle aree costiere. Il risultato è sempre la stessa politica che ha devastato una delle regioni più belle del mondo. Perché Caldoro o De Mita non propongono tanto per cominciare l’abolizione della legge che permette a chiunque di costruire nelle aree rurali, perché non fanno una legge simile a quella che c’è in Toscana? Perché la società irpina continua ad assistere passivamente al fatto che abbiamo una sanità indecente? Perché continuiamo a dare l’acqua senza avere nulla in cambio? Perché ci siamo fatti scippare il vento, il petrolio delle alture? E perché nessun sindaco,  nessun esponente politico avanza la proposta di rinegoziare i contratti con le aziende eoliche e di stabilire nuove regole per il futuro, a partire da quella più semplice: niente elemosine, chi vuole impiantare le pale deve dividere i profitti con chi fornisce la materia prima. È scandaloso che in un paese come Bisaccia i cittadini non abbiamo mai risparmiato un centesimo sulla bolletta energetica. Sono storie ormai vecchie. Perché deve chiudere una fabbrica come la Fiat dopo che sono morte o stanno in agonia quasi tutte le fabbriche messe a peso d’oro dopo il terremoto? Inutile indirizzare queste domande ai politici irpini che in un modo e nell’altro ancora fanno riferimento a De Mita. Dovremmo cercarne altri, ma dove sono? Il presidente Sibilia dice no alle ordinanze di Caldoro, ma più di questo non può fare. Prevale la logica del più forte. Non ci sono in campo visioni diverse su come affrontare le questioni della sanità, del lavoro, dei rifiuti. Semplicemente si va avanti alla giornata, scegliendo di non scegliere o di scegliere non la politica giusta ma quella più facile.

Il caso della sanità è clamoroso. Al mio paese dopo più di un anno dall’annunciata riconversione dell’ospedale non è stato riconvertito un bel nulla, non ci sono i soldi né c’è l’idea di cercarli colpendo gli sprechi napoletani. E forse per creare lo scandalo ci vorrebbe solo che qualche politicante si sentisse male mentre fa un comizio ad Aquilonia. E allora si capirebbe in che drammatica situazione ci troviamo mentre nessuno dei consiglieri e degli assessori regionali ha pensato di mettere in discussione i propri privilegi.

L’estate sta finendo dopo una sarabanda di sagre e di feste che non hanno portato nessun turista. Il sei settembre a Grottaminarda c’è uno sciopero generale. È un’occasione importante per mostrare che c’è una nuova Irpinia, libera e coraggiosa, che non delega più niente a nessuno. È ora di farla finita, anche in politica, con le sagre del passato. È il momento di costruire la sagra del futuro.

One thought on “settembre, andiamo….

  1. Grande Franco, questo articolo è il risultato della subita protervia di chi vuole a tutti i costi sottemettere gli altri, Caldoro è un fantoccio al servizio dei Napoli centristi, la giunta regionale rappresenta solo Napoli … sarebbe più giusto appellarla giunta … napoòetana …

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