Antonio Seccareccia (Galluccio 1920 – Frascati 1997) esordì nel 1959 con la raccolta di poesie Viaggio nel Sud, presentata da Giorgio Caproni che arrivò in finale al Premio Viareggio, come opera prima.Nello stesso anno vinse anche il Premio Teramo con un racconto inedito e nel 1960 il Premio Ceppo per un racconto pubblicato su “La Fiera Letteraria”.Nel 1960 uscì Le Isolane (quattro racconti lunghi)Continua a leggere “L’inverno di Seccareccia, poeta casertano.”
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Comunità per estranei.
“meglio dire io perchè si intenda noi che dire noi per far beato l’io” Franco Fortini Prendo a pretesto il titolo di un post di Franco Arminio, “comunità per orientarsi”, per avviare una mia piccola riflessione in merito. La parola comunità oggi sembra avere in sè un qualcosa di “magico”; sembra condensare tutteContinua a leggere “Comunità per estranei.”
Per caso. di Mariella Iavarone
Non ho mai creduto al caso. Sta quasi disteso su di un fianco, come appena caduto. Intorno, si affollano a sollevarlo. Forse. Dorme ad occhi aperti, questo lo so. Io e i begli occhi aperti di Endimione il pastore, tra i virtuosi resti. Siamo compaesani io e chi dorme ad occhi aperti. Non credoContinua a leggere “Per caso. di Mariella Iavarone”
Lo vedi è un salto sbagliato. di Cristina Micelli
Lo vedi è un salto sbagliato di generazioni che non sanno tenersi per mano. Chi ha combattuto prima, molto prima si arrende a un presente alienato. Chi ha lanciato l’innesto chi ha scalfito l’era della natura umana nasconde le mani dietro la schiena e ride in disparte. A che punto a che cifra tornare indietroContinua a leggere “Lo vedi è un salto sbagliato. di Cristina Micelli”
la trilogia del mare -dal punto dell’abisso fisso-. di Eugenio Tinto
Samech Calmo in penombra, chiuso in me, a dar ascolto. Silenzi profanati. Lontano è il mio naufragio, monti, sopra nuvole lattiginose e deliziose, come il tuo sguardo in penombra. Non sento voci, né parole di conforto, sono nel deserto in cui mi trovi assorto. Aleph Disteso all’alba del giorno che immensa notte sembraContinua a leggere “la trilogia del mare -dal punto dell’abisso fisso-. di Eugenio Tinto”
1994 Un’altra catastrofe annunciata. di Antonio Cederna
Sono passati sedici anni dalla pubblicazione di questo articolo (la Repubblica, 9 novembre 1994). I distruttori hanno imparato a fare meglio il loro porco mestiere di «sviluppare senza limiti incuranti del bene comune», noi non ancora a fermarli: né con i carabinieri né a furor di popolo. “HO SEMPRE sentito il peso terribile dell’espressione eraContinua a leggere “1994 Un’altra catastrofe annunciata. di Antonio Cederna”
Voglio far la Brigantessa
Le montagne del Lazio interno, le mie montagne, sono assediate dal cemento di famiglia: casotti per far vivere in eterno figli coi padri, famiglie con famiglie. Perpetua eredità di endogamia poco armata: ogni terremoto le butta giù. Dell’Aquila abbiamo tremato la sorte, e di notte spesso noi sentiamo “i scisceri”, i respiri della terra primaContinua a leggere “Voglio far la Brigantessa”
La forma della città. Pier Paolo Pasolini
Un documento di grande sensibilità, e sempre attuale.
sul foglio le parole che vanno. di Paola Lovisolo
[…] così il foglio bianco: modellaci tu un dio se sei capace la pietra la cavi va via dalla statua la pietra in di più ma sul foglio le parole che vanno cavate vanno scritte vanno o mettermi lì in amore a scrivere le lettere che vanno cavate per dirti l’amore come ho fattoContinua a leggere “sul foglio le parole che vanno. di Paola Lovisolo”
lettera di Narciso
Lasciate le scarpe nei pressi del lago Sull’orlo, nei pressi del palmo Di terra avventizia, nei solchi d’ombra Portate le vostre onde di fumo Il fumo scaturito dal sonno Cercate nel mio spettro le vostre Sagome annidate, le tremolanti figure Del vostro corpo. In declino siete, verso Secoli di controluce andate a schiantarvi. Perchè tradisteContinua a leggere “lettera di Narciso”
